orto botanico

gli ambienti umidi

il rospo smeraldino

le orchidee

le piante della tradizione contadina

flora dei travertini


Recupero naturalistico di un’area in prossimità della sorgente termale del Bagnaccio per la conservazione ex situ di specie della flora autoctona del Viterbese

Il progetto è nato a seguito dell'intenzione della Società Agricola il Bagnaccio s.r.l. di promuovere l’area termale del Bagnaccio coniugando cultura, educazione e ambiente. Nel 2015 la Società ha stipulato un accordo di collaborazione con due strutture dell'Università degli Studi della Tuscia, l'Orto Botanico 'Angelo Rambelli' e la Banca del Germoplasma, che si occupano di conservazione della biodiversità vegetale, didattica e divulgazione scientifica, per il recupero naturalistico dell'area.

Aree termali della piana di Viterbo 

Nelle aree termali della piana di Viterbo è in atto una progressiva riduzione e frammentazione dei lembi di vegetazione naturale dei travertini, di estremo interesse per la singolarità della vegetazione pioniera, la complessità ecologica dell’habitat, la ricchezza della flora e per la presenza di numerose emergenze naturalistiche. 


le sorgenti termali di Viterbo, Bullicame, Zitelle, Piscine Carletti
foto gentilmente fornite dalla Università degli Studi della Tuscia - Orto Botanico Angelo Rambelli.
La severità dell'ambiente ed alcune caratteristiche del travertino e delle aree umide termali determinano la presenza di una vegetazione quasi esclusiva: si tratta soprattutto di pratelli aridi, steppe calcifile e zone palustri, caratterizzati da numerose specie rare, fra cui, la silene (Silene conica), l'eliantemo annuale (Helianthemum salicifolium), la campanula minore (Campanula erinus)il giaggiolo tirrenico (Iris lutescens)l'ofride verde bruna (Ophrys sphegodes subsp. garganica), l’orchidea acquatica (Anacamptis laxiflora) e tante altre. 

le vasche (pozze) termali del Parco Termale del Bagnaccio
foto Stefano Spolverini.
Le vasche in prossimità della sorgente sono da sempre utilizzate dalla popolazione a fini balneari durante tutto l’arco dell’anno. L’intera zona del Bagnaccio, nonostante nel tempo sia stata oggetto d’interventi da parte dell’uomo, è riuscita a conservare ancora alcuni caratteri originari ed importanti emergenze naturalistiche sia vegetali ed animali; ad esempio è stata rilevata la presenza del rospo smeraldino (Bufo lineatus), specie tutelata dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE, dalla Convenzione di Berna e dalla Legge Regionale L.R. 18/1988, e dell'orchidea palustre (Anacamptis palustris), specie a rischio di estinzione in Italia.
il rospo smeraldino e le orchidee
foto gentilmente fornite dalla Università degli Studi della Tuscia - Orto Botanico Angelo Rambelli.
Ambienti umidi

lo stagno dell'orto botanico del  Bagnaccio
foto gentilmente fornite dalla Università degli Studi della Tuscia - Orto Botanico Angelo Rambelli.
Raccogliendo le acque provenienti dalle vasche di balneazione sono stati realizzati due piccoli stagni ed un'area impaludata, ambienti umidi dove è stato ricostruito l'habitat idoneo per la riproduzione del rospo smeraldino e per la conservazione di orchidee palustri. In questi ambienti crescono specie palustri come il giunchetto meridionale (Holoschoenus australis), il giaggiolo acquatico(Iris pseudacorus)la lisca lacustre (Schoenoplectus lacustris), la lisca (Typha sp. pl.) e la cannuccia di palude (Phragmites australis).

Flora dei travertini

paesaggio di travertini
foto gentilmente fornite dalla Università degli Studi della Tuscia - Orto Botanico Angelo Rambelli.
Nell'area è stato realizzato un piccolo giardino roccioso dove poter osservare le specie caratteristiche dei travertini della piana di Viterbo, come l’asfodelo giallo (Asphodeline lutea), lo zafferanastro giallo (Sternbergia lutea) e la silene (Silene conica).

Le piante della tradizione contadina 


la vigna dell'orto botanico del Bagnaccio
foto gentilmente fornite dalla Università degli Studi della Tuscia - Orto Botanico Angelo Rambelli.
Un'area è stata dedicata a piante della tradizione contadina locale che prevede la coltivazione della vite (Vitis vinifera), dell’olivo (Olea europaea) e di alcune erbe che il contadino ben volentieri tollerava nella sua vigna e nel suo oliveto perché erano buone da mangiare, come la cresta di gallo (Chrysanthemum segetum) e il papavero (Papaver rhoeas). Tra le altre spiccano anche piante utilizzate in passato e riscoperte recentemente per le proprietà tessili e tintorie come il lino (Linum usitatissimum) e il guado (Isatis tinctoria).

Aree relax
Per favorire la fruizione dell'area sono state realizzate delle zone ombreggiate con piante arboree autoctone come il bagolaro (Celtis australis), l'acero minore (Acer monspessulanum) e il pioppo bianco (Populus alba).



Questa pagina è stata realizzata grazie al materiale cortesemente fornito dal personale dell'Università degli Studi della Tuscia e dall'Orto Botanico Angelo Rambelli, che ha curato la progettazione e realizzazione dell'Orto Botanico del Bagnaccio.

Questo sito riprende descrizioni ed immagini della cartellonistica installata presso l'Orto Botanico del Bagnaccio.


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