storia

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"Vicino alla strada maestra, discosto di qualche passo a man dritta, a sei miglia di Montefiascone, c'è un bagno posto in una grandissima pianurae a tre miglia o quattro del monte più vicino fa un piccolo lago "di Bagnaccio" all'un  termine del quale si vede una  grandissima polla bollir gagliardamente  e buttar acqua da abbruciare, polla che puzza assai al solfo. A questa acqua si attribuisce  grandissime virtù per le cose dei reni."
Michel de Montaigne (filosofo) a.d. 1581

Il Bagnaccio è un parco termale naturale che esiste da sempre, ed è parte di quel complesso di sorgenti già noto in antichità come "Aquae Passeris" che fa parte dell'ampio bacino di acque termali che caratterizza tutto il territorio viterbese, oggi noto come "Tuscia Viterbese". Le origini dello sfruttamento delle sue acque termali a fini terapeutici e di bellezza, risalgono al periodo Etrusco-Romano (III sec. a.C.). come attestano gli scritti di Strabone, Tibullo, Simmaco, Marziale e Scribonio Largo, medico dell'imperatore Tiberio. Infatti tutto il territorio circostante al Bagnaccio è disseminato di numerosi resti di antiche terme romane. Tale era l'importanza del luogo, che i romani inserirono il sito nella tavola generale delle strade dell'impero.
particolare della Tabula Peutingeriana

La tavola è oggi nota grazie a Konrad Peutinger, e per questo chiamata Tabula Peutingeriana, una copia dell'originale di epoca augustea. E' interessante notare l'importanza che si dava alle Terme, infatti vengono rappresentate più grandi rispetto alle città. Per il territorio di Viterbo, è interessante notare che le soste importanti erano Sutrium (Sutri), Vico Matrino (oggi scomparso, si trovava prima di Cura di Vetralla) il Foro Cassio (tra Tre Croci e Vetralla), le "Aquae Passeris" e poi Volsinii (l'attuale Bolsena). Viterbo all'epoca ancora non c'era, comparirà molto più tardi, intorno all'anno 1000. In epoca medievale le terme che sorgevano intorno a queste sorgenti divennero meta privilegiata di molti pontefici. L’importanza che le Terme hanno avuto nel passato sono documentate anche nei disegni a penna di Michelangelo Buonarroti (ora custoditi presso il museo di Vicar de Lille in Francia) realizzati mentre passò alle Aquae Passaris (oggi Bacucco) in uno dei suoi viaggi a Roma (tra il 1496 e il 1536), poco prima che venissero definitivamente distrutti nella calata dei Lanzichenecchi. E' grazie a lui che conosciamo la grandiosità delle terme che dall'epoca romana erano rimaste ancora utilizzabili.


le terme del Bacucco o Acque, Passeris riprese da Michelangelo Buonarroti, distrutte dai Lanzichenecchi

La presenza poi della Via Francigena, ne favorì un uso come ristoro per i pellegrini per molti secoli. Nel corso del '900 il sito è stato molto frequentato, ed erano presenti insediamenti ed attrezzature in legno, poi scomparse nel dopoguerra. Numerosi anche i progetti per un moderno sfruttamento delle acque termali, come il progetto del 1919 per le nuove Terme del Bagnaccio, mai realizzate.




immagini del Bagnaccio negli anni 70/80 del '900 (gentile concessione Gabriela Cucchiarelli)


Da quel momento in poi il sito è stato frequentato solo dagli abitanti della zona, fino agli anni '90, in cui è stato riscoperto e frequentato assiduamente, in un crescendo di popolarità a livello nazionale, ma privo di una gestione organizzata. Oggi il sito del Bagnaccio (che ricade da sempre su proprietà privata) è gestito da una associazione che ne cura la manutenzione, la pulizia e lo sviluppo. Ogni notte le 5 vasche vengono svuotate, pulite e riempite di acqua pulita proveniente dalle sorgenti naturali e dal pozzo. Il parco è aperto tutto l'anno, dalla prima mattina fino a notte fonda (gli orari cambiano con le stagioni). L'annessa area di sosta è un punto prediletto da molti camperisti, che qui trovano un angolo di pace e serenità.